mercoledì 27 maggio 2020 22:55

Croazia: tossicodipendenze e comunità di recupero

27.10.2004    Da Osijek, scrive Drago Hedl

Secondo le statistiche ufficiali, nel Paese aumentano eroina e dipendenze. Nascono le comunità di recupero. La storia di un tossicodipendente diventato prete, e della associazione italiana “Cenacolo”
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Ivan Filipović era uno dei 18.500 tossicodipendenti che vivono attualmente in Croazia, e la storia di come sia riuscito a vincere la dipendenza non ha nulla di diverso rispetto a quella di tanti altri, tornati alla vita normale dopo l’inferno causato dalla droga. Tuttavia, Filipović è la prima persona che, con l’aiuto dell’associazione italiana Cenacolo che aiuta i tossicodipendenti ad uscire dalla droga, è riuscito a sconfiggere la dipendenza ed è diventato un prete. Nel luglio del 2004, Filipović ha preso i voti sotto il vescovo Giuseppe Guerrini nella casa della associazione terapeutica “Casa madre” a Saluzzo, Italia, e ha poi officiato la sua prima messa a Đakovo, centro diocesano della Croazia orientale.

Il suo viaggio dall’inferno della droga è quasi incredibile: pesante eroinomane, spesso in conflitto con la legge, ora prete. Il momento cruciale nella sua vita è stato nel 1994: “Quando sono uscito da una prigione tedesca dove mi trovavo per furto, truffa e inadempienza – e questi erano i modi attraverso i quali mi procuravo la droga – sono ritornato in Croazia. Ho cercato di smettere di fare uso di droghe da solo, ma era terribilmente difficile. La crisi era orribile; non ho dormito per un mese e mezzo. I miei amici mi hanno persuaso ad andare alla associazione Cenacolo nell’isola di Ugljan, e alla fine dello stesso anno a Međugorje ho incontrato la fondatrice e leader della associazione, suor Elvira. Poi qualcosa si è rotto dentro di me. Fino ad allora, come molti altri, pensavo di restare presso la associazione per un certo periodo, fino a quando non avessi superato la dipendenza dalla droga, e che dopo me ne sarei andato. Ma suor Elvira lo sapeva e mi ha mandato in Italia. Sono arrivato alla sede centrale di Cenacolo in Italia il 15 dicembre 1994, e nel maggio del 1995 sono andato nella nostra casa in Toscana dove ho passato cinque anni e mezzo”, ha dichiarato padre Filipović a Osservatorio sui Balcani.

Filipović dice che mentre era alla Associazione ha affrontato tutti i torti che aveva commesso contro la propria famiglia e i propri amici, i debiti che aveva contratto, le truffe che aveva commesso. Ha affrontato anche i motivi che lo avevano spinto a utilizzare e poi a vendere l’eroina. Oggi, quando ci pensa, dice: “Le droghe sono una grande truffa. Si pensa che le droghe aiutino a fuggire i propri problemi, ad alleviare il proprio animo in un mondo migliore. Ma quando gli effetti passano, siamo di nuovo nella nostra “vecchia” vita con problemi ancora maggiori. Ho calpestato me stesso e la mia coscienza con l’eroina. Ho commesso le cose peggiori a causa dell’eroina solo per procurarmi la droga. Ricordo la prima volta che ho rubato i soldi a mia madre…”, ci dice Filipović, ricordando la solitudine che sentiva a causa della dipendenza.

Oltre alla comunità di Ugljan, sulla costa adriatica, la associazione italiana Cenacolo ha anche un edificio a Šarengrad, cittadina nella Croazia dell’est, vicino al Danubio, direttamente sul confine con la Serbia-Montenegro. Ivan Jurić, un prete che vive a Osijek, ha cercato per anni di aiutare le persone tossicodipendenti a superare la propria dipendenza. Padre Jurić è attivo nella associazione Cenacolo e va spesso a Šarengrad per lavorare con le persone che stanno cercando aiuto.

“All’inizio della mia vocazione non mi interessava il problema della dipendenza – dichiara Jurić ad Osservatorio sui Balcani. Ma quando mi è capitato di attraversare una grande tragedia alcuni anni fa, qualcosa dentro di me è cambiato. Un gruppo di ragazzi di Osijek, appena diplomati, si erano recati in Spagna per la loro gita della maturità. Lì, in una discoteca, avevano preso delle droghe, e un giovane, in stato di allucinazione, credendo di poter volare è caduto in una scarpata. Io conoscevo questo ragazzo, gli insegnavo catechismo. E’ stato orribile doverlo seppellire. La sofferenza dei suoi parenti e amici ha avuto una forte impressione su di me, e mi sono chiesto cosa potevo fare per impedire che tali tragedie si ripetessero. Così mi sono unito alla associazione Cenacolo per servire come consulente spirituale presso di loro.

Padre Filipović, dopo aver servito la sua prima messa a Đakovo, è tornato in Italia, dove ora è attivo con Cenacolo. Parla ai giovani che hanno deciso di abbandonare le droghe della propria esperienza nello sconfiggere l’eroina. Nelle sezioni italiane di Cenacolo ci sono anche dei Croati che, proprio come Filipović, cercano aiuto per sfuggire al circolo vizioso delle droghe.

Nel corso dell’incontro generale di quest’anno a Pula, che celebrava un anno contro le dipendenze in Croazia, noti esperti hanno messo in guardia contro il preoccupante trend di aumento delle tossicodipendenze nel Paese. Solo l’anno scorso, 5.678 persone in Croazia hanno richiesto aiuto per sconfiggere le droghe, e due terzi di loro erano dipendenti da eroina. Secondo le statistiche ufficiali sulle persone tossicodipendenti, il loro numero oggi in Croazia sarebbe di 18.500, ma tutti concordano sul fatto che si tratta solamente della punta di un iceberg. Solo una persona su cinque, tra i tossicodipendenti, riesce a sconfiggere la propria dipendenza, e questo rende evidente lo sforzo necessario per aumentare questo numero.

La associazione Cenacolo è una delle tante che affrontano questo problema in Croazia. La storia di padre Filipović che, dopo essere scampato all’inferno delle droghe, ha studiato teologia e si è dedicato personalmente alla lotta contro la dipendenza, è quindi ancora più importante non solo per lui personalmente, ma anche per molti altri che possono utilizzare il suo esempio per vincere le proprie dipendenze.


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